Planetarie: tutto quello che c’è da sapere, guida completa

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Le impastatrici planetarie, note a tutti pure semplicemente come planetarie, sono ‘approdate’ negli ultimi anni in quasi tutte le cucine italiane. Non parliamo solo di ristoranti e attività professionali: le planetarie sono ormai presenti in tantissime case. Aspiranti cuochi o semplici appassionati dei fornelli non riescono più a farne a meno. L’impastatrice planetaria fa parte ormai del “corredo” degli chef sia professionisti che dilettanti. Nessuna sorpresa: il popolo italiano, si sa, è amante della cucina. La prima impastatrice risale a circa un secolo fa. Con il passare degli anni il macchinario ha subito tantissimi cambiamenti: la sua funzione, così come l’aspetto tecnologico e meccanico, è migliorato di gran lunga.

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Con questo elettrodomestico è possibile preparare impasti per pane, pizza e pasta fresca, riducendo i tempi e dimezzando anche la fatica. E non solo: la planetaria è usata, infatti, pure per cucinare i dolci e non solo per soddisfare gli amanti del salato. Certo, è necessario avere una certa dimestichezza e conoscere i passaggi giusti di una ricetta. Ma le impastatrici sono tutte uguali? Assolutamente no! Il valore aggiunto dell’impastatrice planetaria è dato proprio dalla sua versatilità: questa macchina da sola può essere in grado di dare vita a numerose preparazioni. Si cambia frusta a seconda che si voglia preparare il pane, la pasta o i dolci.

Il termine “planetaria” deriva dal movimento, simile a quello dei pianeti, che viene fatto dal macchinario per amalgamare e impastare gli ingredienti versati all’interno della ciotola. Questo movimento consente di poter arrivare ad ogni lato del contenitore.

Ormai le impastatrici le vediamo ovunque, dalle trasmissioni televisive dedicate alla cucina e alla pasticceria ai siti di ricette, ma vediamo insieme come scegliere una planetaria e quali elementi tenere bene a mente prima dell’acquisto.

Planetarie, cosa fare prima dell’acquisto?

Acquistare una planetaria non è semplice se non si è esperti di cucina. Ci sono alcuni aspetti importanti da prendere in considerazione. Il contenitore di una buona impastatrice deve essere in acciaio: l’elettrodomestico deve essere ben saldo e stabile in modo da scongiurare possibili cadute quando è in azione. L’acciaio è inoltre consigliato come materiale perché è più comodo da pulire e ideale per poter mescolare gli ingredienti, senza alcuna preoccupazione per le temperature. La planetaria deve, inoltre, essere dotata di un coperchio che sia paraspruzzo in modo da evitare di infilare la mano quando è in funzione.

La potenza del motore di una planetaria, solitamente compresa tra 500 e 1200 watt, deve poter assicurare la lavorazione degli ingredienti anche nei casi di impasti più duri. Un buon motore farà sì che l’apparecchio possa durare nel tempo.

Non va trascurato, nel corso della scelta dell’elettrodomestico, il suo peso. La macchina non deve superare i 7 chilogrammi perché poi risulterebbe difficile da utilizzare e da muovere. Non sono consigliate, però, nemmeno le impastatrici con peso inferiore ai 4 chili perché troppo leggere. Un’impastatrice sottile è anche instabile. Per questioni di sicurezza va consigliata la planetaria che si blocca nel caso in cui venga sollevato il braccio. La dimensione, a differenza del peso, non è un parametro importante. Se hai spazio in cucina, puoi anche acquistare un macchinario più grande. L’importante è avere poi la possibilità di poggiare sul ripiano gli ingredienti e il ricettario. Va lasciato un po’ di spazio pure attorno alla macchina in modo da poter lavorare senza difficoltà.

Cosa controllare ancora prima di comprare un’impastatrice? Prima di tutto verifica che ci siano tutte le fruste necessarie nel contenitore e poi occhio anche alla velocità. Non servono dieci velocità: ne sono sufficienti pure soltanto tre (lenta, media e veloce) indipendentemente dall’impasto.

Chi compra un’impastatrice planetaria?

Le impastatrici planetarie sono diventate ormai parte dell’arredo di una cucina.  E soprattutto nelle case più moderne le planetarie non sembrano mai mancare. Ma a chi serve davvero questo elettrodomestico? Sicuramente la planetaria è utile nei casi in cui si facciano molti impasti. Rispetto al robot da cucina, la planetaria ha infatti un contenitore più capiente. Anche chi ama preparare la pasta in casa sceglie di comprare un’impastatrice. Ci sono addirittura apparecchi che presentano i giusti accessori per fare questo tipo di pasta: se ci si vuole sbizzarrire con formati vari la planetaria è allora il prodotto giusto. L’impastatrice viene usata pure per montare la panna e gli albumi, preparare purè e maionese. Per gli impasti lievitati, quali sono pane e pizza, la planetaria è un’ottima alleata. Certo bisogna ammettere che a contenderle il posto ci sono le macchine del pane che impastano e cuociono. L’impastatrice è inoltre adatta pure per preparare torte e impasti come la pasta frolla.

Com’è fatta una planetaria?

Sul mercato esistono molti modelli: la planetaria cambia a seconda della tipologia che abbiamo scelto. Un’impastatrice a presa diretta presenta, ad esempio, pochi accessori rispetto a quella con motore a trasmissione a cinghia.  Il primo modello è costituito da una levetta, con cui si accende il macchinario e si regola la velocità della lavorazione degli ingredienti, e da una manopola che sblocca il braccio. La velocità cambia a seconda della ricetta che stiamo seguendo. Il braccio viene sollevato, invece, in modo da agganciare le varie fruste. Nella parte frontale di un’impastatrice a presa diretta c’è pure un’area a cui possiamo aggiungere altri accessori.

Le planetarie con motore a trasmissione a cinghia sono caratterizzate da più accessori rispetto al modello di prima. Anche in questo caso ci sarà la levetta per l’accensione del macchinario e per regolare la velocità così come la manopola per sbloccare il braccio e agganciare le fruste. Presenti, inoltre, ulteriori agganci motore nella parte superiore dell’impastatrice. I macchinari più moderni e dunque tecnologici saranno caratterizzati pure da un display. Non mancano programmi già impostati. Ci sono infine i modelli che presentano un piano ad induzione. Cosa vuol dire? Non solo impasti, cuoci pure! I prezzi sono sicuramente più alti per queste macchine più accessoriate. Tutte le componenti di una planetaria hanno una propria funzione: il nostro suggerimento è seguire sempre le indicazioni contenute nel libretto delle istruzioni. Fondamentali per la lavorazione dell’impasto sia le fruste che la ciotola.

Le fruste per la planetaria

La frusta a gancio

Le impastatrici sono dotate di tre tipi di fruste. Il modello cambia a seconda dell’impasto che dobbiamo preparare.

La frusta a gancio viene utilizzata per gli impasti più duri e resistenti: parliamo della pasta frolla o della pasta all’uovo. Inoltre serve a sbriciolare i biscotti secchi, a schiacciare le patate per preparare il purè ma anche per fare la glassa. Il gancio è solitamente pesante. E’ fondamentale infatti che la frusta sia grande e solida.  La frusta a gancio è consigliata soprattutto nei periodi di festa: in tanti si dilettano a preparare il panettone e la colomba. La frusta a gancio viene usata, dunque, per tutte quelle preparazioni che necessitano di un un grosso quantitativo di farina, pochi grassi e dell’aggiunta del lievito di birra.

La frusta a foglia

 

La frusta a foglia è più indicata nei casi in cui si sia alle prese con gli impasti lievitati. Parliamo, dunque, di pane, panini, brioche, pizza ma anche babà. Le dimensioni della frusta a foglia sono un aspetto che non va affatto sottovalutato: il prodotto deve essere molto grande in modo da poter prendere tutto l’impasto presente nella ciotola. La forma solitamente varia a seconda del produttore. Consigliato l’utilizzo della frusta a foglia per gli impasti che presentino una base di burro. Insomma è ideale per le preparazioni più dense.

 

La frusta a filo

La frusta a filo serve a montare la panna, gli albumi a neve, lo zucchero con i tuorli e a preparare maionese, ma anche torte più leggere. Fondamentale la sua dimensione: così come nel caso della frusta a foglia, non bisogna dunque trascurare questo aspetto. La grandezza della frusta a filo deve essere legata a quella della sua ciotola. Questo per evitare che poi l’impasto possa restare attaccato sul fondo del recipiente. Se siete amanti di creme e zabaioni, è questo il tipo di frusta da comprare. Per la preparazione di una torta soffice o di un pan di spagna si può utilizzare la frusta a filo per iniziare ad impastare.

 

La ciotola di una planetaria

Uno degli accessori più importanti di una planetaria è senza dubbio la ciotola. I recipienti più capienti sono quelli più comodi per gli impasti liquidi ma anche per evitare di imbrattare la cucina con gli schizzi. E’ consigliabile leggere sempre il libretto delle istruzioni prima di utilizzare un’impastatrice, soprattutto se è la vostra prima volta. La ciotola, infatti, non va mai riempita fino all’orlo, né va utilizzata come indicatore del peso dell’impasto che si deve andare a lavorare. Ma ammettiamolo: in quanti abbiamo preso un intero sacco di farina e lo abbiamo versato interamente nella ciotola? Beh, il risultato non è stato affatto idilliaco, vero?. Ecco perché viene sempre consigliato di affidarsi alle istruzioni spesso presenti pure sulla scatola della macchina.

Il motore e la potenza del macchinario

Le planetarie in commercio differiscono tra loro pure per il motore e la potenza del macchinario. In base a questa componente varia ovviamente la tempistica della lavorazione degli ingredienti. Ci sono impastatrici capaci di restare in funzione per un quarto d’ora, altre che invece non possono andare oltre i 5 minuti di fila. Due i motori utilizzati per questi elettrodomestici: a presa diretta e a trasmissione a cinghia. Quest’ultimo è più frequente in questi macchinari e necessita di 1200 Watt per impastare un chilo e mezzo di pane. Nei casi, invece, in cui la planetaria abbia un motore a presa diretta servono 300 Watt per impastare la stessa quantità di pane. E’ fondamentale quando si acquista un’impastatrice conoscere, dunque, la potenza del motore (occhio ai Watt) e badare alla capacità della ciotola.

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Il motore è una delle componenti più importanti di una planetaria. E’ fondamentale per lavorare un impasto. Più il motore è potente, minori saranno gli sforzi. Se il macchinario viene utilizzato male e messo sotto sforzo, spesso viene compromessa pure la sua funzionalità. Il motore nelle impastatrici a presa indiretta è collocato sul retro o anche sulla base dell’elettrodomestico. Nelle planetarie a presa diretta, e dunque, più moderne, il motore è posizionato sul braccio impastatore.

Conoscere la differenza tra i motori a presa indiretta e a presa diretta è indispensabile per comprendere pure il tipo di uso che bisogna fare della planetaria. Con i motori a presa indiretta, la forza motrice del macchinario è trasmessa agli accessori che risultano più soggetti a possibili fenomeni di usura. Per gli esperti, dunque, la forza motrice viene ridotta in partenza. Nelle impastatrici con motore a presa diretta non esiste usura e la forza motrice non cambia e non subisce variazioni.

Le planetarie, caratterizzate da un motore a presa indiretta, sono in alcuni casi vittime di usura. Comportano, inoltre, uno spreco maggiore di corrente elettrica e hanno bisogno di un motore di almeno 900/1000 W per la lavorazione degli impasti. Sul fronte opposto i motori a presa diretta: le componenti hanno, infatti, vita più lunga. Questi elettrodomestici non soffrono il passare del tempo e presentano un minor consumo energetico. La resa delle planetarie a presa diretta è di gran lunga superiore: un motore a presa diretta da 500 Watt può essere messo sullo stesso piano di un motore a presa indiretta da 1.500-1.800 W.

La qualità della planetaria

Chi ama impastare e deliziare i componenti della famiglia con ricette sia dolci che salate, deve puntare sicuramente ad un prodotto di qualità. In caso contrario non sarà poi così difficile ritrovarsi ad impastare nuovamente con le mani. Le impastatrici planetarie lavorano e pure tanto. Il consiglio è scegliere dunque macchinari di qualità. Il materiale prediletto è l’acciaio. I meccanismi e gli ingranaggi non possono essere in plastica perché si tratta di un materiale che facilmente si rompe se messo sotto pressione. Il discorso non cambia per gli accessori: i ganci devono essere ricoperti da uno smalto per evitare che i continui lavaggi possano comprometterne l’aspetto. E non solo. Il rivestimento andrebbe poi a mescolarsi con l’impasto. Un vero macello, insomma! Gli accessori di un’impastatrice planetaria devono essere resistenti per evitare che il macchinario possa tremare durante il suo utilizzo. Sicuramente a qualcuno sarà capitato di vedere la propria macchina “passeggiare” sul piano di utilizzo. A quanti poi saranno cascate sul pavimento?

Le caratteristiche e gli accessori della planetaria

Il primo consiglio da dare a chi intende acquistare un’impastatrice planetaria è quello di non fermarsi al primo modello che si vede in vendita. E’ fondamentale fare un confronto, consultando le schede tecniche dei prodotti in commercio. Non suggeriamo prodotto troppo economici in quanto – come ribadito in più occasioni – i materiali devono essere resistenti per assicurare il corretto funzionamento dell’elettrodomestico. In poche parole sarà difficile trovare una planetaria efficiente dal costo di 50 euro.

Lo sguardo si poserà sin da subito sulla capienza della ciotola dell’impastatrice planetaria. Chi vuole lavorare l’impasto per il pane, ha bisogno di una ciotola capace di contenere almeno 4.5/ 5 litri. Si tratta della capienza giusta per la lievitazione dell’impasto. Importante pure il coperchio anti-schizzi per evitare che gli impasti escano fuori dal recipiente. Ovviamente il coperchio non deve fungere da ostacolo e dunque deve dare l’opportunità a chi cucina di aggiungere pure altri ingredienti nella ciotola senza alcuna difficoltà. Nel corso delle preparazione delle ricette è importante conoscere pure il quantitativo massimo della farina da impastare. Certo potrebbe sembrare un consiglio poco importante, ma non è fatto così. Lo sapete che una planetaria con una ciotola da 5 litri può impastare solo 500 grammi di farina? Se si va oltre si rischia di appesantire il motore e di surriscaldare l’apparecchio. Il consiglio è avere una ciotola che abbia la capienza tale da permetterci di impastare almeno due chili di farina. Questo sempre per chi intende fare del pane. L’alternativa comunque non manca: si impasta due volte ma si aspetta un po’ di tempo per far riposare il macchinario.

Molte planetarie, soprattutto le più moderne, sono dotate di numerosi accessori. E’ possibile, infatti, collegare alla macchina frullatori, tritacarne o addirittura componenti per preparare il gelato e la pasta. Chi vuole divertirsi può dedicarsi alla preparazione di lasagne, tagliatelle e pappardelle.

Planetarie e impasto: cosa sapere?

Chi possiede in casa una planetaria, deve fare i conti con la tipologia di impasto che vuole lavorare. L’impiego del macchinario cambia, infatti, a seconda del prodotto che si vuole preparare e della sua ricetta. E’ naturale che preparare una ciambella non sarà complicato: si tratta di un impasto molto morbido che non ci darà alcun grattacapo. Già può sembrare più difficile l’impasto del pane ma solo se si è alle prime armi. L’impasto è molto denso: chi non ha mai utilizzato una planetaria, dovrà fare attenzione ai consigli presenti nel libretto delle istruzioni. Qui ci sono infatti le indicazioni giuste per poter utilizzare l’impastatrice nel modo migliore senza commettere errori e soprattutto senza compromettere il suo funzionamento.

Il prezzo delle planetarie

Nei ristoranti, nelle pasticcerie e nei pastifici è normale che vengano utilizzate planetarie professionali. Parliamo di macchinari che costano migliaia di euro ma che hanno la capacità e la potenzialità di poter lavorare decine di chili di farina. In una casa e per una famiglia media esistono, invece, impastatrici dal costo accessibile. Sono prodotti per uso domestico. Il prezzo cambia in base a più fattori, quali: la marca, il modello, gli accessori in dotazione, la qualità e la potenza dell’impastatrice. Il nostro suggerimento è quello di non valutare solo prodotti super economici. Talvolta dietro un prezzo molto basso, si nasconde la scarsa qualità dell’elettrodomestico. Soprattutto se si desidera acquistare una planetaria per preparare pane, dolci e biscotti, e dunque lavorare impasti più duri, non è affatto consigliata una planetaria a buon mercato. Si rischia di guastare il motore perché va sotto sforzo. E poi che succede? Si butta l’impastatrice, appena acquistata, per prenderne una che abbia un motore più potente. Il risultato è che avremo speso in totale quanto sarebbe costata un’impastatrice planetaria di qualità. Noi suggeriamo di fare solo un acquisto ma di studiarlo per bene. Il costo di un’impastatrice efficiente e che non crei problemi durante il funzionamento è di circa 100 euro.

Spendere molto meno significa aver acquistato un’impastatrice planetaria di plastica, poco resistente e che occupi molto spazio in cucina. Ma attenzione,  ciò non vuol dire che tutte le impastatrici realizzate in plastica non siano buone. Anzi in vendita esistono prodotti realizzati con plastica dura e che lavorano bene.

E’ chiaro che una planetaria presenti un costo maggiore rispetto ad una semplice impastatrice. La planetaria, come spiega il nome stesso che richiama alla memoria il movimento dei pianeti intorno al sole, è caratterizzata da un movimento rotatorio che la rende più efficiente rispetto alla normale macchina.

Come utilizzare le planetarie?

Ogni impastatrice planetaria deve essere utilizzata diversamente dalle altre. I macchinari differiscono per le caratteristiche li contraddistinguono. Questi tipi di apparecchi cambiano a seconda dei materiali, degli accessori e del motore. Tutti elementi importanti che vanno presi in considerazione per uso corretto della macchina. Una planetaria più economica sicuramente avrà un motore dalla potenza compresa tra gli 800 e i 1000 Watt. Si tratta di impastatrici ideali per chi intende impastare tutto senza però richiedere tanto dalla macchina. Ovviamente occhio alle dosi! Un motore poco potente incontra qualche difficoltà quando ha a che fare con impasti più densi quale può essere quello della pasta. La cosa importante da fare è tenere sempre a portata di mano il libretto delle istruzioni. Se non ci sono consigli sulle dosi, allora partite da una quantità minima che è quella di 500 grammi di impasto. Si mette così alla prova il motore e si vede come funziona.

Per il pane e la pasta, ecco le dosi consigliate per la preparazione di pane o pasta: con un motore fino a 1000 Watt a trazione a cinghia ci vogliono circa 500-600 grammi di impasto; con un’impastatrice dal motore dai 1000 ai 1500 Watt si può arrivare ad impastare da 700 grammi ad un chilo.

Planetarie: i tempi tra un impasto e l’altro

Il motore di una planetaria corrisponde al suo cuore. In base alla potenza della macchina, varia anche la tempistica della lavorazione di un impasto. Ogni apparecchio, infatti, ha tempi diversi quando si lavora consecutivamente. La domanda spesso è: quanto tempo occorre per far riposare una planetaria tra un impasto e l’altro? Se prendiamo come punto di riferimento un’impastatrice planetaria più economica e con un motore dalla potenza di 1000 Watt è preferibile farla riposare dopo cinque minuti di lavoro. Le macchine più moderne ed accessoriate lavorano pure per 10, 15 minuti di seguito.

Da ricordare: cambia il tipo di energia tra i motori a trazione diretta e quelli a cinghia. Nei primi casi non c’è alcuna dispersione di energia; da qui il fatto che sul mercato esistano anche macchinari da 300 Watt di potenza. Nel secondo casa la dispersione di energia c’è ed è pure tanta. Una buona planetaria con un motore a trazione deve avere almeno una potenza di 1000 Watt. Più rare quelle con una potenza superiore.

 

I consumi delle impastatrici planetarie

La potenza di un motore di un’impastatrice planetaria non è legata obbligatoriamente pure al suo consumo energetico. Sia la potenza che il dispendio energetico sono però calcolati in Watt. Ed è proprio questo l’elemento che talvolta confonde gli acquirenti. Bisogna fare bene attenzione alla scheda tecnica dell’elettrodomestico per rendersi conto della differenza tra i due dati. Un’impastatrice planetaria consuma in base alla quantità di energia elettrica assimilata. Il quantitativo di energia va calcolato tenendo conto del modo e della regolarità con cui si usa la macchina. Solitamente sulla scheda tecnica del prodotto viene indicato il consumo di Watt per ora. Ad esempio un  kWh equivale a circa 18, 19 centesimi ogni 60 minuti.

Immaginiamo allora di usare un’impastatrice planetaria che presenti una potenza pari a 1000 Watt per ora. Utilizziamola per circa mezz’ora. Il risultato sarà che non arriveremo a consumare 10 centesimi in 30 minuti. La comodità di usare un’impastatrice planetaria starà nel fatto che sarà possibile lavorare ogni tipo di impasto. Rispetto alle altre impastatrici, la planetaria è infatti sicuramente poliedrica. Non lo immaginavate, vero? Chi utilizza questo macchinario, si dedica alla preparazione di biscotti, pane, pasta e pizza. Ebbene sì anche i pizzaioli preparano l’impasto a mano. Usare una planetaria permette di ridurre i tempi e soprattutto di affaticarci di meno. Perché farne a meno? L’unica cosa da lavare, al termine di questa fase preparatoria, sarà il recipiente in cui abbiamo versato gli ingredienti. Se indicato nelle istruzioni, la ciotola potrà essere lavata pure nella lavastoviglie. Ma mi raccomando è indispensabile che sia scritto nel foglietto illustrativo. In caso contrario basterà utilizzare l’acqua del rubinetto e il sapone per piatti. Evitate l’uso di una spugnetta abrasiva per evitare che si graffi la superficie della ciotola.

Le impastatrici per uso domestico

 

La planetaria, rispetto alle altre impastatrici, vince. Anzi stravince! Non c’è niente da obiettare, questo macchinario è tra i più amati nelle quattro mura italiane. L’apparecchio consente, infatti, di poter lavorare qualsiasi impasto e, se dotato di più accessori, permette anche di tritare, affettare,  montare ed insaccare. E’ il movimento planetario a renderla differente dalle altre. Gli accessori base sono tre: la frusta a filo, a foglia e a gancio. Le fruste, grazie al movimento tipico di questa impastatrice, riescono a raggiungere ogni parte della ciotola. L’impasto sarà lavorato per bene. Non si formeranno grumi. Il motivo per il quale viene preferita una planetaria rispetto ad una semplice impastatrice è dunque proprio quello di poterla utilizzare per più finalità.

Vediamo insieme quali altre impastatrici esistono per uso domestico. Le più diffuse sono sicuramente due: la macchina per il pane e la macchina per la pasta.

  • La macchina per il pane è un apparecchio finalizzato soltanto alla preparazione del pane. Questo elettrodomestico è caratterizzato da una piccola vasca in cui vanno versati gli ingredienti. Prima viene preparato l’impasto, poi si passa alla cottura. Con un solo apparecchio è possibile effettuare, dunque, più operazioni. Si tratta di un’impastatrice molto utilizzata.
  • La macchina per la pasta è presente in molte case italiane. Ne esistono di due tipi. Una, che è quella più conosciuta, viene detta sfogliatrice. Questa macchina è caratterizzata da due rulli che si regolano e che consentono di stendere la pasta. La sfogliatrice può essere sia manuale che elettrica. L’altro modello di macchina per la pasta è una vera e propria impastatrice. Diverse le aziende che producono questi tipi di macchinari. Molti impastano e poi spingono la pasta all’esterno attraverso delle piastre in acciaio.

Planetarie: i consigli per una scelta giusta

Eccoci arrivati al momento tanto atteso. Se prima abbiamo spiegato che è necessario conoscere le caratteristiche di una planetaria prima di acquistarla, ora passiamo a vedere quale tipo di impastatrice può fare al caso nostro. Il suggerimento è quello di scegliere un modello che abbia una potenza di almeno 300 Watt. Questa caratteristica rende la planetaria più versatile e quindi ideale per ogni tipo di preparazione. Un motore potente serve sia per semplici ricette, come possono essere quelle delle torte, che per preparare pasta e biscotti dove gli impasti sono sicuramente più corposi. Un altro aspetto da tenere in considerazione è la varietà delle impostazioni della planetaria: bastano tre velocità, ma se ce ne sono di più ovviamente non ci saranno ostacoli per nessun tipo di preparazione. Pronti?

La scelta deve ricadere pure su un modello che presenti una funzione di riposo. Utilizzare una planetaria non significa non fermarsi mai. E’ il caso, infatti, ogni tanto di far riposare la macchina e di usare quel tempo in cui siamo fermi per mescolare gli ingredienti a mano o per versarne degli altri nella ciotola. Tra le apparecchiature consigliate ci sono sicuramente quelle con una ciotola dalla capienza maggiore in modo da poter essere ideali per preparare la pasta di pane. Consigliate, inoltre, le planetarie a cui possono essere aggiunti altri accessori in modo da sbalordire tutti a cena. Pastai, gelatieri e tritacarne possono essere agganciati all’impastatrice e più precisamente alla sua parte anteriore. Un modo per stupire tutti i commensali. Non vi dimenticate mai l’importanza della robustezza d una planetaria. Più sarà solida, minore sarà la possibilità che questo apparecchio possa “ballare” sul bancone della cucina e ahimè che cada a terra. Allora è  tutto chiaro?

Planetarie: tutto quello che c’è da sapere, guida completa
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